Videogiochi e bambini. Quali, come e quando.

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Ho una confessione da fare. Sono una mamma e sono una gamer.
Ecco, ora mi sento più sollevata. E probabilmente alcuni di voi avranno già chiuso l’articolo, poco male!

Ad onor di cronaca dovrei specificare che sono una retrogamer, gioco cioè a videogiochi datati. Un pò d’annata insomma. Adoro gli RPG, o giochi di ruolo che dir si voglia, quelli dove tu sei un personaggio e pian piano tra chiacchere, pazienza e fatica segui la tua avventura. Quei giochi che durano dai 3 mesi ai 99 anni insomma.
Durante questa quarantena, il tempo a casa mi ha permesso di riprendere in mano alcuni videogames che ho sempre adorato, Animal Crossing e Pokémon Verde Foglia tra gli altri. E nel dedicarmi a queste nuove avventure ho coinvolto anche mio figlio.
Perché mai, direte voi. Perchè no, potrei rispondervi.

Che una mamma scalpiti per giocare con suo figlio sembra quasi strano.
Nei social leggo solo di genitori anti-videogiochi, anti-tablet, anti-TV (..anti-lavastoviglie probabilmente, insomma perchè evolversi se si possono lavare i piatti a mano e bearsi del rumore dell’acqua, rigorosamente fredda, sulla pelle?) insomma sembra che ormai si demonizzi ogni forma di intrattenimento che non siano i giochi in legno e gli albi illustrati, ma attenzione mai proporre cose troppo commerciali. I genitori vivono con la perenne ansia che i figli si facciano fregare dal marketing e dalle trappole della modernità, ma sono i primi a chiedere consiglio su un gruppo Facebook invece che farlo con un amico.
Non fraintendetemi io adoro i giochi in legno, i giochi di società, i travestimenti, le attività montessoriane ma siamo nel 2020 e viviamo perennemente connessi. Che ci piaccia o no, perché per i bambini dovrebbe essere diverso?!
Ovviamente questa mia polemica non intacca i genitori eremiti che vivono nella loro comunità ristretta immersi nella natura, quelli sono scusati! 😛

La mia felicità nel vedere Morgan usare il joystick è stata veramente grande. se sei un genitore ed un giocatore mi puoi capire. Io ho sempre amato i videogames ed ora stiamo giocando assieme, è una figata!
Lui è bravissimo e nel nostro rapporto si è aggiunto un nuovo tassello. Mi interpella quando deve scegliere la tattica da usare per proseguire nel gioco e ne discutiamo assieme. Con divertimento di entrambi!
Ovviamente i giochi sono proposti con moderazione come ogni supporto che gli abbiamo messo a disposizione, ma non capisco perchè demonizzare così tanto una cosa per cui molti di noi sono passati senza nessun tipo di problema.
Mio marito stesso è sempre stato un appassionato e, anche se con l’aumento degli impegni e il passare degli anni il tempo di giocare si riduce, il piacere di una partita quando si è liberi non cambia.

Se anche voi eravate appassionati di videogiochi da ragazzi, dategli un’altra chance anche ora. Coinvolgete anche i vostri figli, ovviamente condividendo assieme il gioco senza lasciare che si isolino in un mondo solo loro, parlatene e create un dialogo anche su questo.
Usate ogni supporto a vostra disposizione come un arricchimento e non come una presenza funesta da scacciare sotto al tappeto. Perché il mondo fuori continua ad evolvere, e i bambini grazie a Dio si confrontano tra loro giocando a scuola quindi prima o poi verranno a conoscenza anche di quello che voi avete deciso di vietargli.

Per i bimbi piccoli vi consiglio sicuramente una console Nintendo, che normalmente ha grafiche meno spinte ma giochi sicuramente più adatti ai bambini, per il modello questo dipende molto da voi.
Morgan adesso ha quasi 4 anni e sta giocando con un Animal Crossing per GameCube, quindi il titolo originale, ancora non legge e ha ancora bisogno di aiuto per giocare però è incredibile come riesca comunque a destreggiarsi. Ed è anche uno stimolo per cominciare a distinguere le lettere e capire qualche parola.
E’ un gioco semplice, che consiste nel creare un personaggio e gestire una città, migliorandola e rendendo felici gli abitanti. Nel frattempo dovrete contare sull’aiuto di Tom Nook, un procione strozzino che fa un pò da tuttofare e vi aiuterà ad ampliare la vostra casa. Più bella sarà la vostra città e più abitanti verranno a starci. Semplice!
Sicuramente verso 5-6 anni sarebbe più apprezzato perchè potrebbe essere più autonomo nelle sue scelte di gioco ma comunque è molto bravo già ora!

Se scegliete una console datata come ho fatto io potreste dare il tempo di far famigliarizzare i bambini e voi al gioco, con una spesa modesta e magari utilizzando proprio un oggetto di cui qualcuno vorrebbe disfarsi evitandone così lo smaltimento e facendo un gran favore all’ambiente.
Ricordate che quello che per voi è spazzatura per altri può essere una risorsa!
Quindi il mio consiglio è di cominciare proprio con il retrogaming, che può avere un grande appeal anche per i più grandicelli! 🙂

Voi che rapporto avete con i videogiochi?

Noi stasera se tutto va bene finiamo di pagare uno dei debiti che abbiamo contratto con Tom Nook, bhè visto come va la vita tanto vale che lo impari subito! 😛
Un bacio, Fanny

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