Capanne nel bosco e piani di fuga

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Da piccola ero con gli scout.
Mi ha sempre appassionato molto la teoria della vita immersi nella natura, sulla pratica però ci sto ancora lavorando.
Per ora posso dirvi che non mangio cibo in scatola, non apprezzo i ragni (a meno che non siano dentro ad una teca), gli insetti mi rendono nervosa e quando dormo nel sacco a pelo mi viene il mal di schiena!
Ricordo che quando ero alle elementari continuavo ad andare in biblioteca per sfogliare un manuale di sopravvivenza. Lo leggevo e facevo miei tutti quei trucchetti alla Bear Grylls.
C’è sempre stato qualcosa che mi attraeva nella vita selvaggia, forse era collegato alla mia costante voglia di allontanarmi dal caos o forse era un desiderio di indipendenza, non so.
Avevo fatto anche un piano di fuga, avrei vissuto di pesca. Il posto in cui avrei dormito era in fase di decisione. Il piano è fallito, ma quella è un’altra storia…
Morgan invece ha tutta un’altra attitudine, non ha paura di nulla, adora la natura e non ha mai paura di sporcarsi o di cadere. Quando lo porti in un prato o un bosco lo rendi il bambino più felice della terra, e vedere il suo sguardo illuminarsi per un percorso che in realtà vede solo lui rende immediatamente più avventurosa anche me.
Per fortuna, Morgan ha un papà che a differenza mia ha anche esperienza sul campo!

Un bacio, Fanny ❤️
PS: nella foto un esempio di capanna nel bosco, quanto meno migliorabile!

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