Kakebo, il libro che ci insegna a risparmiare

Esattamente lo scorso anno, giorno più giorno meno, mi trovavo qui dopo cena con una crescente sensazione addosso. Ero sopraffatta dalla mia totale mancanza di gestone finanziaria della casa.
Ben consapevole che nonostante ogni mese ce la cavassimo ogni imprevisto ci faceva sprofondare nel panico.
Avete presente quelle scene da film in cui ognuno comincia a correre in modo scomposto, mani nei capelli, urlo alla Paris Hilton nei giorni migliori e scontro che nemmeno nel pogo al concerto degli Slipknot?! Ecco, quello.
Dentro di me sapevo che il problema nel nostro caso non era di entrate ma di uscite. Sempre senza limiti: shopping, ristoranti, gite, cinema…
Ebbene si, eravamo in quella parte di mondo fortunata eppure arrivavamo a pelo a fine mese. Inaccettabile. Folle. E oltretutto la colpa era principalmente mia!
Mi sono ritrovata su questo stesso tavolo da cui vi scrivo stasera a capire come migliorare la mia gestione delle finanze domestiche. Dopo varie ricerche mi imbatto su questo libricino che, a quanto leggo, le adorabili donne di casa giapponesi, le stesse che preparano fantastici bento ai mariti e ai figli ogni giorno, usano per gestire meticolosamente i conti di casa.
Ora, io ho sempre invidiato queste massaie perfette che aspettano i mariti che tornano da lavoro, che li accudiscono in ogni piccolo gesto e parlano con i calzini assieme a Marie Kondo perché io al massimo al mio di marito faccio la torta il giorno del compleanno. Insomma nella casalinga perfetta proprio non mi ci ritrovo.
Però mi sono detta, forse potrei usare tutta questa saggezza a mio favore e perciò ho deciso.
Nel 2016 avrei usato il Kakebo anche io!
Essenzialmente il Kakebo è un quadernino in cui si inseriscono giornalmente, o settimanalmente, le spese sostenute. Tutte, anche le più piccole, senza barare.
A inizio mesi si inseriscono le entrate e le uscite fisse (mutuo, luce, gas, abbonamenti e via dicendo…) e la quota che si vorrebbe risparmiare, durante il mese si inseriscono le spese sostenute che non erano prevedibili dividendole per categoria (sopravvivenza, cultura, extra e optional) mentre a fine mese si tirano le somme.
A far da contorno una serie di consigli e trucchi per risparmiare ed una sezione mensile in cui scrivere in cosa vogliamo migliorare, in cosa abbiamo sbagliato etc. un po’ troppo filosofica per i miei gusti.
Devo dire che, anche se non sono riuscita nel mio iniziale intento di compilarlo regolarmente tutto l’anno, questo metodo è sicuramente illuminante. Non mi ero mai accorta di quanto realmente spendessi e soprattutto dove. Ma come già detto rimane troppo contornato da fronzoli che trovo non solo poco necessari ma addirittura fuorvianti. Meglio una sana e semplice grafica pulita.
Quindi per questo nuovo anno uno dei propositi sarà realizzare ed utilizzare una mia versione del kakebo, magari perpetua così da non doverlo rifare ogni anno e poterlo utilizzare solo quando realmente riesco senza sprecare pagine. E ovviamente da integrare con la mia agenda, quindi formato personal.
Fanny
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2 comments

  1. Hai già cominciato ad usarlo? Vorrei provare anche io ad utilizzarlo per gestire le spese ma ho paura di non essere costante e di barare XD

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    1. Si, e devo dire che mi sto trovando bene. Purtroppo ti rende consapevole delle spese, che è ottimo per risparmiare ma fa anche “paura”. Spesso nemmeno mi rendevo conto di quanto spendevamo in sciocchezze!
      Io ti consiglio di provare, vedrai che ne trarrai anche tu beneficio 🙂

      Rispondi

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